La parabola ascoltata oggi nel Vangelo ci presenta tre figure principali: un padre e due figli. Entrambi i figli hanno di che lamentarsi col padre e manifestano caratteri e limiti diversi.
Il figlio minore è un ribelle che cerca indipendenza nella propria vita. È uno sprecone abbagliato dal piacere della vita, lussurioso e presuntuoso, senza volontà di sacrificarsi e di moderarsi, un capriccioso senza spina dorsale. Il figlio maggiore pensa di essere perfetto, ama far bella figura davanti al padre, apparentemente è fedele alle sue responsabilità ma è immaturo e cova nel suo cuore invidia e gelosia, orgoglio e superbia egoismo e rivalità.
Questi due personaggi rappresentano bene le tipologie del genere umano e quindi anche noi.
Emerge la figura del padre la cui caratteristica è il grande amore per i suoi figli. Quando il figlio più giovane vuole andare via a malincuore lo lascia andare, non lo priva della sua libertà. E quando il figlio maggiore s’irrita perché il fratello è stato riaccolto in casa, il padre, con grande umiltà, esce fuori a pregarlo.
Gesù racconta questa parabola per mostrarci come il Padre suo e Padre nostro guarda ciascuno di noi, figli fragili e superbi, presuntuosi e litigiosi. Il Padre desidera che noi torniamo a Lui per donarci il suo perdono, una vita nuova e quell’abbraccio d’amore che tutti noi desideriamo profondamente.
IV domenica di Quaresima : “Questo tuo fratello era morto ed è tornato in vita”
La parabola ascoltata oggi nel Vangelo ci presenta tre figure principali: un padre e due figli. Entrambi i figli hanno di che lamentarsi col padre e manifestano caratteri e limiti diversi.
Il figlio minore è un ribelle che cerca indipendenza nella propria vita. È uno sprecone abbagliato dal piacere della vita, lussurioso e presuntuoso, senza volontà di sacrificarsi e di moderarsi, un capriccioso senza spina dorsale. Il figlio maggiore pensa di essere perfetto, ama far bella figura davanti al padre, apparentemente è fedele alle sue responsabilità ma è immaturo e cova nel suo cuore invidia e gelosia, orgoglio e superbia egoismo e rivalità.
Questi due personaggi rappresentano bene le tipologie del genere umano e quindi anche noi.
Emerge la figura del padre la cui caratteristica è il grande amore per i suoi figli. Quando il figlio più giovane vuole andare via a malincuore lo lascia andare, non lo priva della sua libertà. E quando il figlio maggiore s’irrita perché il fratello è stato riaccolto in casa, il padre, con grande umiltà, esce fuori a pregarlo.
Gesù racconta questa parabola per mostrarci come il Padre suo e Padre nostro guarda ciascuno di noi, figli fragili e superbi, presuntuosi e litigiosi. Il Padre desidera che noi torniamo a Lui per donarci il suo perdono, una vita nuova e quell’abbraccio d’amore che tutti noi desideriamo profondamente.
P. Maurizio Vella
Missionari Oblati di Maria Immacolata
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